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L’estetica nel progetto di una casa

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L’estetica nel progetto di una casa è per molti un requisito superfluo, ma esso non è necessariamente sinonimo di “lusso”. Anche un piccolo appartamento può essere esteticamente molto valido. In questo articolo parleremo di quali sono le regole da seguire quando si tratta di progettare una dimora dall’aspetto gradevole.

1.0. L’estetica nell’architettura antica

Il concetto di bellezza estetica nell’architettura, risale a tempi molto antichi. Ne abbiamo una diretta testimonianza leggendo gli scritti di Vitruvio, un architetto dell’antica Roma, che nel 15 a.C. scrisse un trattato intitolato “De Architectura”. In esso Vitruvio affermava che nella progettazione di un edificio si doveva tenere in considerazione il raggiungimento di tre scopi: la Firmitas (solidità), la Utilitas (funzionalità), e la Venustas (bellezza).
A quei tempi la bellezza rispondeva a ragioni di simmetria ed utilizzava una serie di elementi canonici, come le colonne, i capitelli, le trabeazioni, gli archi e le volte.
I canoni estetici seguono il gusto del tempo, un po’ come le mode: dunque nei secoli, la bellezza si è espressa con espressioni stilistiche diverse. E’ così che abbiamo avuto nell’età classica lo stile Greco ed il Romano. Nell’età medioevale lo stile Romanico ed il Gotico. Nel 1400 il Rinascimento e nel 1500 il Manierismo. Nel 1600 il Barocco, ed il Tardo-Barocco nel 1700.

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1.1. La crisi nella creazione stilistica

Ogni epoca ha avuto il suo gusto e quindi la sua connotazione stilistica, fatta di regole compositive ed estetiche. Ma, nella storia dell’architettura, vi è stato anche un tempo in cui la fantasia ha attraversato una profonda crisi. Nel 1800 infatti, molti architetti crederono che ormai tutto era stato già inventato e che per creare nuova bellezza estetica ci si doveva ispirare ai modelli delle epoche precedenti. In Europa, ma anche in Asia e in America, si diffuse dunque il Revival stilistico che imitava semplicemente gli stili del passato. Sorsero in quel periodo edifici neo-classici, neo-romanici, neo-gotici, neo-rinascimentali, neo-barocchi, etc. Si raggiunse anche una certa bravura nell’imitazione dei vecchi stilemi, tanto che spesso oggi, non è facile distinguere un edificio veramente costruito in età medioevale da un edificio realizzato nell’800. La Casa Bianca di Washington, ad esempio, è un edificio realizzato nel 1800 che imita le ville rinascimentali palladiane italiane costruite nel 1500.

1.2. L’estetica nell’età moderna

Agli inizi del 1900 si è andata affermando l’architettura che oggi chiamiamo “moderna”. L’introduzione delle allora nuove tecnologie nella costruzione degli edifici, come l’invenzione del calcestruzzo armato, permise di realizzare composizioni architettoniche innovative. L’estetica del linguaggio costruttivo che ne derivò, nulla aveva a che fare con il passato: linee sobrie ed essenziali, nessun orpello decorativo.
Fu un architetto francese, Le Corbusier, il primo a realizzare edifici eccellenti in stile moderno. Villa Savoy, una residenza privata nella campagna parigina costruita nel 1920, è l’emblema di questo nuovo modo estetico di concepire la casa. In essa sono ben delineate le caratteristiche fondamentali dell’architettura moderna.
L’invenzione dei pilastri in calcestruzzo armato consentiva di rendere la pianta “libera” dalle pesanti murature portanti. Grazie ad essi le finestre potevano scorrere per tutta la lunghezza della facciata. Le Corbusier reinventò anche il tetto che poteva essere un giardino, utile a reintegrare l’uomo nella natura.

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1.3. L’estetica contemporanea

Lo stile moderno, nato insieme al calcestruzzo armato, rivoluzionò agli inizi del 900, il codice progettuale e stilistico di tutte le costruzioni. Nacquero all’epoca diversi movimenti stilistici che influenzano l’architettura ancora oggi. Lo stile contemporaneo infatti è difficile da definire, proprio perché non esiste effettivamente un solo stile estetico, e spesso in una stessa costruzione sono contemporaneamente presenti più influenze.
Tuttavia, è ancora attuale e molto dominante il gusto razionalista che ebbe origine da Le Corbusier, molto probabilmente perché quel tipo di architettura, essendo molto sobria, è pure più facile da riprodurre. Ma vi è anche la corrente post-moderna, la corrente de-costruttivista, quella minimalista, e non poteva naturalmente mancare quella “bio” (bio-architettura).
Cosa hanno in comune tutte queste correnti? Nulla, o quasi nulla. Ognuna di esse si esprime in maniera del tutto differente dall’altra.

2.0. La bellezza nella proporzione

L’elemento principale che rende esteticamente valida una composizione progettuale è la proporzione.
La proporzione non è altro che l’equilibrio tra i volumi di un edificio. Essa è l’armonia architettonica tra i pieni ed i vuoti del tutto analoga all’armonia musicale che alterna le note alle necessarie pause.
Un edificio ben proporzionato in tutte le sue parti non può essere che bello.
La proporzione in una composizione d’architettura si esprime attraverso le scatole murarie, le pareti piene e quelle forate da finestre; gli archi, gli architravi e tutti gli altri elementi che costituiscono un edificio. Il tutto viene ad essere scandito da rapporti geometrici ben studiati e calibrati.
Nel progetto della famosa Villa Almerico Capra a Vicenza dell’architetto Andrea Palladio, ad esempio, sono ben delineati e visibili tutti i rapporti geometrici da lui studiati per la composizione.

3.0. La bellezza nei materiali

Un altro tassello molto importante per l’estetica nel progetto di una casa è la cura nella scelta dei materiali che la compongono.
L’impiego di una buona qualità di essi infatti, è fondamentale sia per l’aspetto di una costruzione, ma anche per la sua durevolezza nel tempo. I migliori edifici che dai tempi più antichi sono giunti fino a noi, erano realizzati con ottime pietre, e legni resistenti.
Dunque, ad esempio, è significativa l’importanza che occorre dare alla qualità degli infissi: bisogna fare molta attenzione alla scelta delle porte e delle finestre. Occorre selezionare buone materie per il pavimento e anche per il rivestimento parietale (mosaici, etc.). Prima del rivestimento, bisogna fare attenzione anche a come il semplice intonaco viene realizzato.
Si deve porre attenzione alla selezione delle balaustre che contornano i balconi e le scale. Ed infine è bene scegliere accuratamente gli arredi che riempiono gli interni, nonché ogni altro singolo elemento che costituisce l’organismo architettonico.
I materiali da non scegliere ovviamente sono quelli di scarsa qualità. Come quelli che fingono di essere qualcos’altro; ad esempio la ceramica che finge di essere parquet.

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ARTICOLO DI MARIA GRAZIA MANCA Copyright ©
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