LINEA DIRETTA CON L'ARCHITETTO | SOLO CHIAMATE | Lun-Ven: 10.00-12.00

Architetto Consiglia

Il paraschizzi, o schienale, della cucina

Di idee per il paraschizzi della cucina se ne possono trovare tante. Io vi dirò quali sono quelle che mi entusiasmano di più per una scelta che oltre ad essere d’effetto, risponda anche ai necessari requisiti della igienicità, e durabilità.

Per la scelta di un paraschizzi per la cucina, oggi il mercato offre tanti spunti e soluzioni diverse. Ceramiche di tutti i tipi, fantasie e colori; pannelli acrilici; pellicole che respingono l’acqua… davvero la fantasia non sembra avere confini. Tra tutte queste opportunità, sceglierò per voi quelle che più mi entusiasmano sotto l’aspetto igienico, della durabilità, e del design.

IGIENICITA’ E DURABILITA’ DI UN RIVESTIMENTO

Quando parliamo di una cucina, parliamo di una zona della casa nella quale lo sporco si annida molto facilmente. Gli schizzi dovuti alla cottura dei cibi, vanno a finire, oltre che sul piano di lavoro, anche sulla parete dietro al piano-cottura. Quindi ci serve un rivestimento che non abbia molti solchi, o fughe, perché queste sono difficili da mantenere pulite. Dunque, il primo consiglio che sento di darvi è: usate materiali di ampie superfici. Opzioni come le tesserine dei mosaici, o ceramiche molto frastagliate in superficie, sono da scartare.

Ovviamente, un rivestimento che si pulisce facilmente dura più a lungo di un altro con cui magari si è costretti ad usare detersivi aggressivi. Un materiale infatti, conserva meglio la sua lucentezza se non viene aggredito con sostanze chimiche sgrassanti, e dura di più.

TIPOLOGIE DI PARASCHIZZI

Veniamo all’aspetto estetico. Oggi sono di tendenza i rivestimenti “minimal”, che hanno cioè un aspetto rigoroso, senza fronzoli o fantasie di sorta. Un rivestimento minimale, ha dunque un aspetto essenziale e lineare. Questa caratteristica, ben si sposa con il lato pratico e funzionale di cui vi ho parlato prima. Oramai i marchi famosi di cucine includono nelle loro soluzioni componibili anche il paraschizzi, nei materiali a scelta dai clienti. Ecco una carrellata di tipologie di materiali, che si possono usare per il paraschizzi della cucina:

  1. resina
  2. legno
  3. vetro
  4. plexiglass
  5. ceramica

RESINA

Un paraschizzi in resina epossidica, è davvero pratico e “minimal”, cioè dall’aspetto essenziale e lineare. La resina infatti è un prodotto che può essere usato, oltre che sul pavimento, anche sulle pareti. Essa non ha fughe, essendo una vernice che si stende con un pennello sulla parte che si vuole rivestire. E’ un materiale altamente idro-repellente, che può essere utilizzato anche in locali molto umidi come il bagno, e persino nel box-doccia. Si applica uno spessore di almeno 2 millimetri ed è adatta per ricoprire anche le vecchie piastrelle, senza doverle rimuovere. Esistono resine con diverse finiture: lucida, satinata e opaca (quella che preferisco).

PARASCHIZZI IN CERAMICA

LEGNO

Il paraschizzi della cucina può essere anche in legno. Tra tutti i materiali che si possono scegliere, questo è senz’altro quello più caldo e avvolgente. Esso farà sembrare la vostra cucina più accogliente. E’ preferibile scegliere uno schienale in legno, quando anche il piano top della cucina è di questo materiale. Quindi abbinate lo stesso tipo di essenza, ed avrete quell’effetto di continuità che darà maggiore coerenza a tutta la composizione. Fate attenzione a scegliere un pezzo intero, della misura della parete da ricoprire, che non abbia bisogno di essere giuntato con fughe. Una menzione meritano i laminati, cioè gli schienali retrocucina in truciolare melamminico come quelli offerti da Ikea. Essi sono esteticamente gradevoli, ma molto delicati poiché la superficie può essere facilmente graffiata.

VETRO E PLEXIGLASS

E’ la vera moda del momento, tanto che anche Leroy Merlin li ha inseriti nel suo store per l’acquisto online. Il vetro trattato termicamente diventa più resistente anche alle alte temperature. Un’altra opzione è quella della plastica acrilica rinforzata, o polimetilmetacrilato, prima meglio noto come plexiglass. Questi materiali sono resistenti al calore, all’acqua, al grasso e allo sporco, si possono posizionare sulla parete dietro il piano di lavoro e a tutti i tipi di piani cottura, eccetto quello a gas. Naturalmente fate sempre attenzione a tagliare il pannello della misura intera, in modo che in questa maniera non mostri giunzioni. Personalmente preferisco le finiture opache a quelle lucide.

CERAMICA

La ceramica è il rivestimento per eccellenza. Il materiale che da sempre viene tradizionalmente impiegato per rivestire la parete dietro una cucina. Facilmente lavabile e resistente alle alte temperature. Sopporta stress termici dovuti a qualsiasi tipo di fiamma, compresa quella a gas. Oggi si usano piastrelle molto grandi, in modo da limitare il numero di fughe e far risaltare la continuità della parete. Consiglio: scartate aprioristicamente le mattonelle di piccolo formato, come le tesserine mosaicate.

RIFERIMENTI IMMAGINI

Nella galleria delle immagini potete ammirare degli esempi di paraschizzi forniti da:


ARTICOLO DI MARIA GRAZIA MANCA Copyright ©
Si autorizza la riproduzione parziale o totale solo se presente un link al presente articolo